Lazio a doppia faccia. Futuro da decifrare: proposti Gilardino e Klose, ma Fabiani vuole...

05.04.2025 09:25 di  Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Lazio a doppia faccia. Futuro da decifrare: proposti Gilardino e Klose, ma Fabiani vuole...

C’è qualcosa che non torna a Formello. Non è solo il grigiore intermittente di una stagione che ha toccato vette inaspettate e subito dopo ha abbracciato zone d’ombra. È un sentore, un retrogusto amaro di indecisione che aleggia su tutto: sulle scelte, sugli umori, sugli orizzonti futuri.
Il Corriere della Sera oggi parla chiaro, o meglio, fa intravedere tra le righe ciò che tutti in qualche modo sussurrano. La posizione di Baroni è in discussione. Non ufficialmente. Ma se non dovessero arrivare risultati tangibili — qualificazione europea e una buona performance in Europa League a conferma dell'esaltante percorso fino ad ora registrato — allora anche il progetto che sembrava solido potrebbe tornare friabile. Ma soprattutto a Formello si aspettano dalla Lazio un finale di stagione di carattere, un calcio di nerbo, che non ammetta mai più scene orribili stile Bologna.

Intanto emergono i nomi. Nomi che fanno rumore, perché evocano storia e suggestione. Gilardino e Klose, entrambi proposti, entrambi "accantonati"— come racconta il quotidiano — in via cautelativa. Due profili affascinanti, giovani, affamati, ma che al momento non sono stati presi realmente in considerazione. Non ancora, almeno.
Perché sì, è vero che il telefono squilla, che agenti bussano, che le idee fioccano. Ma è altrettanto vero che a Formello oggi domina una sospensione. Non si decide, si osserva. E si aspetta.

Nel frattempo, tra le mura del centro sportivo, Fabiani ha chiara un’altra visione. Quella di un rinnovo. Quella di una continuità. La sua stima per Baroni è concreta. Lo considera ancora l’uomo giusto per dare struttura e tempo a un progetto ambizioso, giovane. La pressione che impone l’universo Lazio è tanta.
Baroni ha ereditato una Lazio da rifondare. Ha tolto i pesi di un passato ingombrante, ha acceso la miccia di un gruppo giovane, pieno di energia, spesso anche d’inesperienza. Ha lavorato con metodo, ha dato un'identità, ha rimesso in piedi uno spogliatoio. Ma la Lazio non perdona. Il pubblico pretende, la piazza spinge, i risultati decidono. Il calendario, ora, è un sentiero minato. Atalanta, derby, Europa League. Ogni tappa può essere uno scalino verso il cielo o un gradino che cede sotto i piedi.

Ma una cosa è certa: la Lazio, fin qui, non ha fallito. È in corsa. È viva. Ed è proprio in queste fasi che servono testa, cuore e lucidità. Questo è il momento in cui le scelte vanno pesate col bilancino, senza isterie. Baroni non è in discussione, ma è in bilico. Come ogni tecnico che si porta sulle spalle il peso di una stagione intera, con tutto il carico emotivo che la Lazio sa generare. Ora più che mai ha bisogno di una squadra con la spina dritta. Di fiducia, ma anche di lucidità da parte di chi gli sta intorno.
Il progetto è lì. La fiducia pure. Ma il tempo stringe. E la Lazio deve decidere chi vuole essere, oggi e domani.

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