Lazio, Piscedda: "Sta mancando umiltà! Contro il Torino..."

La Lazio è chiamata a reagire nel finale di stagione, nel tentativo di restare protagonista nella lotta Champions League. Per fare il punto della situazione è intervenuto ai microfoni di Radio Laziale, l'ex difensore biancoceleste Massimo Piscedda che ha parlato del collettivo, dell'Atalanta - prossima avversaria - e del carattere della squadra.
"I giocatori possono dare di più. Non credo che il non riuscirci sia perché non seguono l'allenatore. Io credo che molti giocatori possono dare di più, se continuiamo a dirgli che sono i migliori in Italia... non lo sono. Lo possono diventare, ma non lo sono. Non rivedo nella squadra l'umiltà del girone d'andata, non si sacrifica più fino alla fine. A questo ci si aggiungono la fatica e gli infortuni, ma questi sono problemi che hanno tutte le squadre".
ATALANTA - "Penso sia successo qualcosa, dalle parole di Gasperini che anticipa il suo addio e il litigio con Lookman agli infortuni di giocatori importanti come Scalvini e Scamacca. Un matrimonio bellissimo che però ha qualcosa che non va, il fatto che il tecnico andrà via potrebbe aver destabilizzato l'ambiente. La ritenevo una squadra che potesse combattere contro l'Inter, ma adesso non la vedo in quella posizione. La Lazio deve stare molto attenta, tra l'altro a noi Bergamo non ci hanno mai amato fin dai miei tempi, è un campionato difficile".
I PROSSIMI IMPEGNI - "Il Bodo è la squadra è quella che mi preoccupa di meno, il sintetico e il -2° sono le ostilità principali, ma poi il ritorno è in casa. Per arrivare a certi livelli si spera sempre di giocare queste partite, se si vuole essere una società di primo livello devi avere ogni anno questo tipo di problema. Ti permette di avere una mentalità di un certo livello. Vorrei vedere una squadra che potesse sempre giocare contro squadre forti. Il derby? Esce da qualsiasi tipo di logica, è una città che va in campo".
REAZIONE - "Secondo me questa squadra ha tigna, ma l'ha un po' persa. La partita contro il Torino era decisiva, si passa in vantaggio a venti minuti dalla fine e a quel punto devi mantenere il risultato. Nel quarto d'ora finale non ho visto la rabbia di mantenere l'obiettivo. Io questo l'ho percepito. Non deve succedere in campo. Devono essere i giocatori leader a serrare le fila. Il gol arriva perché non si ha la concezione del pericolo. Dele-Bashiru? Io lo avrei messo, con ruoli specifici, poi se va in giro per il campo la responsabilità è sua. Sul gol sbagliano tutti tra Dele-Bashiru, Gigot e Marusic".